È in gioco il futuro dell’Europa

Heinz Bierbaum*

L’Europa è ancora nello shock della pandemia da Covid-19. La pandemia determina in gran parte le nostre condizioni di lavoro e di vita. Gli effetti economici e sociali della crisi causata dal coronavirus sono drammatici, colpendo in particolare i poveri e le persone che lavorano e vivono in condizioni precarie. Le statistiche non mostrano la reale dimensione dei problemi, perché misure di emergenza come il lavoro a tempo ridotto attenuano gli effetti della pandemia. La disoccupazione aumenterà notevolmente, e anche la povertà. E in questa situazione le disuguaglianze sociali stanno aumentando. Secondo un recente studio di Oxfam, c’è un enorme divario tra poveri e ricchi.

I ricchi diventano ancora più ricchi e i poveri più poveri. La Sinistra Europea ha presto sviluppato una piattaforma sul tema “come uscire socialmente dalla crisi”. Sono state richieste attività globali in cinque settori: protezione della popolazione, ricostruzione dell’economia e trasformazione socio-ecologica, difesa della democrazia, pace e disarmo, solidarietà internazionale (“La crisi della corona e le conseguenze per la politica europea”).

Nella situazione attuale, caratterizzata da un blocco a livello europeo, occorre innanzitutto fare tutto il possibile per proteggere i cittadini. Il Partito della Sinistra Europea sostiene con forza l’iniziativa dei cittadini europei “Right2cure”, per l’accesso libero e universale ai vaccini, e per fare del vaccino un bene comune. Occorre migliorare la capacità operativa dei sistemi sanitari. Come Partito della Sinistra Europea, chiediamo la creazione di un Fondo europeo per la salute finanziato dalla Bce. E abbiamo lanciato una campagna con lo slogan “Proteggere le persone, non il sistema”.

La popolazione deve essere protetta, socialmente ed economicamente. Abbiamo bisogno di un piano di salvataggio per i lavoratori e le loro famiglie. In caso di perdite di reddito, è necessaria una compensazione finanziaria.

Abbiamo bisogno di un cambiamento radicale nella politica europea. Nella crisi è diventato evidente che la politica neoliberista predominante non è in grado di affrontare la pandemia in modo corretto. Pertanto, alcuni elementi essenziali della politica europea di austerità devono essere abbandonati.

Il Patto di stabilità deve essere sospeso. Il Fondo di Recupero “Next Generation”, adottato dalla Commissione Europea e dai Governi dopo una lunga e controversa trattativa, rappresenta un notevole cambiamento della politica finanziaria europea dando per la prima volta denaro come sovvenzioni, e non solo come crediti agli Stati. Ma è abbastanza chiaro che la Commissione europea e la maggioranza dei governi europei vogliono tornare alla precedente politica di austerità neoliberista quando la crisi sarà finita. È compito della Sinistra rendere permanenti i cambiamenti che sono stati fatti per combattere la crisi.

Questi cambiamenti dovrebbero essere presi come punto di partenza per un cambiamento radicale della politica europea. Il Patto di stabilità deve essere abolito, e non solo sospeso. Occorre inoltre evitare che il Fondo di ripresa sia collegato al semestre europeo e che i mezzi finanziari per i diversi paesi siano vincolati da condizioni restrittive. L’effetto del fondo di recupero dipende dalle modalità di attuazione. Ci sono discussioni controverse, come possiamo vedere ad esempio in Italia. L’obiettivo di tale Fondo non è solo quello di rispondere alle esigenze sociali, ma anche di essere utilizzato allo stesso tempo per sostenere la trasformazione ecologica e la digitalizzazione.

Un elemento centrale della futura politica europea è il Patto Verde Europeo. La Commissione europea sta conducendo una campagna per un “Green Deal europeo”. L’obiettivo è di rendere l’UE “virtuosa” dal punto di vista climatico nel 2050. Gli elementi principali sono gli investimenti in tecnologie rispettose dell’ambiente, la decarbonizzazione del settore energetico, l’efficienza energetica per gli edifici, trasporti privati e pubblici più puliti e più sani. La domanda, tuttavia, è se il Patto Verde Europeo, come proposto dalla Commissione europea, aderisca al dogma neoliberale, che è da temere. E il concetto di Commissione è certamente insufficiente in termini di obiettivo e di portata, ma vale comunque la pena di affrontare. Il Partito della Sinistra Europea è coinvolto in questo dibattito, e vuole assumere un ruolo importante nella definizione di un proprio concetto globale orientato al welfare.

Abbiamo bisogno di investimenti pubblici in infrastrutture, servizi sociali come l’assistenza sanitaria, alloggi sociali, istruzione e cultura. Una transizione verde dell’industria è necessaria. Ma dobbiamo anche proteggere i lavoratori e gli impiegati interessati da questo processo. Per la Sinistra, è fondamentale una correlazione tra esigenze ecologiche ed esigenze sociali. “Just Transition”, promosso da Ituc, è un concetto che combina la transizione ecologica con la protezione sociale. Per la Sinistra, il concetto di New Deal Verde deve quindi andare di pari passo con l’espansione dei diritti dei lavoratori. Ma non solo i diritti dei lavoratori dovrebbero essere rafforzati, ma anche i lavoratori stessi dovrebbero essere direttamente inclusi in una nuova politica industriale. Per la Sinistra, un Nuovo Patto Verde deve essere combinato con la democrazia economica.

È attualmente in preparazione una “Conferenza sul futuro dell’Europa”. La conferenza mira a riunire politici, società civile e cittadini per ripensare il processo di integrazione e per esaminare come l’UE dovrebbe essere rimodellata alla luce della crisi in corso e delle immense sfide come il cambiamento climatico. L’inizio della Conferenza, inizialmente previsto per maggio 2020, è stato posticipato a causa della pandemia, ed è ora previsto per maggio 2021. Dovrebbe iniziare con una dichiarazione comune, sulla quale stanno lavorando le istituzioni europee e il Consiglio dell’UE. Questa conferenza dovrebbe essere colta come un’opportunità anche dal Partito della Sinistra Europea per presentare la sua visione del futuro dell’Europa. È un’opportunità per discutere quali conseguenze devono essere tratte dalla crisi.

È di grande importanza come sarà organizzata la conferenza. Dovrebbe essere una conferenza ampia e aperta che coinvolga in particolare i rappresentanti della società civile, come le ONG e i sindacati. Siamo d’accordo con la Confederazione europea dei sindacati (CES) che il tema della “Europa sociale” dovrebbe essere al centro della conferenza. È necessario che il Pilastro dei Diritti Sociali, adottato dalla Commissione Europea, si trasformi in diritti sociali vincolanti sotto forma di “Protocollo Sociale” come parte dei Trattati Europei. E naturalmente, i trattati stessi e il modo in cui devono essere modificati per realizzare un’altra Europa devono essere oggetto del dibattito.

Senza dubbio, è necessario un ampio e intenso dibattito sul futuro dell’Europa. Il Partito della Sinistra Europea è impegnato in questo dibattito. Il Forum europeo, organizzato dal Partito della Sinistra Europea insieme ad altre forze progressiste ed ecologiche, è una piattaforma per un dibattito su scala europea. Anche quest’anno è stato il caso di molti interessanti panel che hanno affrontato temi molto importanti come la lotta contro la crescente disuguaglianza sociale, la trasformazione socio-ecologica o una politica di migrazione umana, comprese anche assemblee di donne, sindacalisti e giovani.

Vogliamo intensificare le nostre discussioni politiche. Siamo in un profondo sconvolgimento sociale che contiene minacce ma anche opportunità per un’altra politica europea. Per una politica europea più sociale, più democratica, più ecologica e più pacifica che deve essere portata avanti dalla sinistra, la rivista Quistioni vuole essere una piattaforma per il necessario dibattito politico, non essendo limitata allo stesso Partito Europeo di Sinistra, ma coinvolgendo altri politici e intellettuali progressisti.


* Pubblichiamo qui sopra l’editoriale di Heinz Bierbaum che – insieme a un mio editoriale – ha aperto il primo numero di “Quistioni”, la nuova rivista del Partito della Sinistra Europea. È una rivista trimestrale, per adesso tradotta in tre lingue – francese, inglese e spagnolo – che potete trovare all’indirizzo www.europeanleftmagazine.eu e che raccoglie attorno ad un tema per ogni numero le opinioni dei partiti che fanno parte della sinistra europea e di intellettuali, dirigenti e militanti dell’area della sinistra di alternativa. Una rivista che si pone l’obiettivo di costruire uno spazio pubblico di discussione e di confronto che favorisca la costruzione di un indirizzo comune per la sinistra di alternativa in Europa. Sono particolarmente orgoglioso di aver proposto di dar vita a questa rivista – di cui sono stato nominato direttore – perché è la prima volta nella sua storia che la sinistra anticapitalista ha una sua rivista su base europea. Non è facile fare una rivista europea ma si tratta sicuramente di un compito necessario: per sconfiggere un capitalismo globalizzato è necessario organizzarsi e costruire una elaborazione al livello più ampio possibile.

Buona lettura dell’editoriale di Heinz e della rivista all’indirizzo www.europeanleftmagazine.eu. Il prossimo numero uscirà a giugno e tratterà il tema: “Proposte per una nuova Europa”.

Paolo Ferrero